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Imu, Tasi e Tari: nel 2019 arriva il condono

Cancellati i debiti (fino a mille euro) accumulati tra il 2000 e il 2010 per le imposte sulla casa. Come fare per accedere alla sanatoria.

Buone notizie per tutti coloro che, negli anni scorsi, hanno accumulato debiti per quanto riguarda le principali imposte sugli immobili perché nel 2019 è in arrivo un “condono” contenuto all’interno di quella che è già stata ribattezzata “Pace fiscale”.

Attenzione, non si tratta di una misura per “salvare i furbetti” ma di un provvedimento che può tornare utile a molte persone che, nel caos tributi sulla casa degli ultimi anni, hanno commesso errori o mancati pagamenti non intenzionali. Rottamazioni sì, dunque, ma solo per quelle che vengono definite in gergo “mini cartelle” vale a dire con importi ridotti, in questo caso fino a mille euro.

Questo provvedimento (che deve essere ancora approvato) riguarda:

  • IMU (Imposta Municipale Propria): è l’imposta che si sugli immobili di cui siete proprietari o su cui vantate un diritto reale come uso, usufrutto, abitazione, diritto di superficie ecc… L’Imu si applica sulle seconde case su negozi, laboratori, capannoni, box (non di pertinenza dell’abitazione principale) e sulle prime case di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9).
  • Tari (Tassa sui rifiuti): è l’imposta destinata a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.
  • Tasi (Tassa sui servizi indivisibili): è l’imposta comunale che riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come manutenzione stradale o l’illuminazione comunale. Questa tassa è dovuta da chi possiede o detiene, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili, ad eccezione dei terreni agricoli e dell’abitazione principale.
Come muoversi.

Ma come muoversi? La prima cosa che va sottolineata è che la sanatoria delle imposte sulla casa entrerà in vigore solo dopo l’approvazione della Legge di Bilancio. Quindi, ad oggi, l’unica cosa che si può fare se ci si vuole portare un po’ avanti è quella di recuperare le vecchie cartelle di pagamento. Ricordiamo che le cartelle devono risultare in riscossione in un intervallo di tempo che va dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2010. Bisogna quindi prestare attenzione alla data riportata sulle cartelle (alla voce “iscrizione a ruolo”) perché è quella che fa fede per accedere a questa rottamazione delle mini cartelle.

Come accedere alla sanatoria di Imu, Tari e Tasi.

Per verificare se si può beneficiare o meno  del condono Imu Tari e Tasi, bisogna quindi recuperare tutte le vecchie cartelle di pagamento notificate. Se l’anno è compreso tra il 2000 e il 2010 e se l’importo complessivo non supera i 1.000 euro, la cartella si potrà ritenere annullata in automatico.

Questo aspetto è molto importante perché, qualora la legge di bilancio venga approvata senza ulteriori modifiche, significa che il cittadino non dovrà presentare alcuna domanda o pagare alcunché perché il condono sarà applicato direttamente e il debito sarà cancellato automaticamente.

Naturalmente avere le cartelle diventa indispensabile non solo per verificare se si ha diritto o meno al condono di Imu, Tari e Tasi ma anche come documentazione preziosa in caso di eventuali controversie.

La questione va seguita con attenzione e noi lo faremo ancora su questo blog. Perché nei giorni scorsi sono stati presentati degli emendamenti sulla pace fiscale che prevedono sostanzialmente che siano gli enti locali a stabilire la disapplicazione delle sanzioni sulle cartelle relative ad Imu e Tasi notificate tra il 2000 e il 2017.

Non solo Imu, Tari e Tasi. Perché le novità sulla pace fiscale contenute in questi ultimi emendamenti al Decreto Legge n. 119/2018 riguardano anche le irregolarità formali sulle dichiarazioni. Per mettersi in regola, in questo caso, si dovrà pagare una cifra di 750 euro.

Noi di Immobiliare Blog vi terremo aggiornati…

 

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