Affitti brevi: quello che devi sapere se vuoi affittare casa
Devi affittare o subaffittare un immobile? Ecco come sono cambiate nel 2019 le regole in materia di affitti brevi
Vuoi affittare (o subaffittare) casa? Allora devi sapere che nel 2019 le regole sono cambiate. Basta leggere questo breve articolo per scoprire come….
Per prima cosa devi sapere che a fine 2018 il decreto sicurezza, ha esteso anche agli affitti brevi l’obbligo di comunicare alla Questura le informazioni sulle persone alloggiate.
Se già, come molti proprietari utilizzavi questa prassi, di fatto, cambia poco o nulla. Ma se hai deciso di affittare un immobile per un breve periodo per la prima volta, allora è molto importante sapere quali sono i nuovi passaggi obbligatori per non incorrere nel rischio di sanzioni che possono essere anche molto salate.
Ma niente paura: rispettare la normativa sugli affitti brevi non è poi così difficile. Ma andiamo con ordine…
Che cosa è un affitto breve?
L’Affitto breve turistico e transitorio
Prima di tutto dobbiamo distinguere tra affitto breve transitorio e turistico.
L’affitto breve è quel contratto che definisce un rapporto tra proprietario e inquilino non superiore ai 18 mesi. Si parla invece di affitto breve turistico quando si rientra nei 30 giorni di permanenza.
In sostanza, l’inquilino che sceglie un affitto breve non potrà occupare la casa oltre i 18 mesi. E questa è la principali differenza rispetto agli affitti tradizionali, che propongono come durata base un contratto di 4 anni.
Cosa dice la legge?
Cosa rischia chi non rispetta la nuova normativa? Molto semplice. Valgono le stesse norme già previste dall’articolo 17 del Tulps che prevede l’arresto fino a tre mesi o una multa fino a 206 euro per i proprietari che non comunicano i dati tempestivamente.
Cosa devo fare in caso di affitto breve?
Che tu abbia un appartamento in una località di vacanza che affitti tramite AirBnB o altre piattaforme di questo tipo oppure tramite agenzie immobiliari, se il periodo di tempo è inferiore a 30 giorni, dovrai seguire le norme contenute nel decreto sicurezza. Anche chi affitta o subaffitta una stanza di casa, per una sola notte, è quindi tenuto a comunicare i dati dell’inquilino.
Ma, come vedremo tra poco, può farlo comodamente online…
Questo significa che, da quest’anno, per i proprietari di case valgono le stesse regole che regolano l’attività dei gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, valgono ora anche per chi affitta (o subaffitta) immobili o parti di immobili con contratti di durata inferiore a trenta giorni.
Come fare la comunicazione delle generalità degli ospiti
In sostanza, entro le 24 ore successive all’arrivo il proprietario dell’immobile dovrà comunicare le generalità degli ospiti attraverso il sito web: «Alloggiati Web» della Polizia di Stato.
Per prima cosa dovrai creare un account con username e password per scaricare il certificato digitale sul tuo computer e poi compilare la documentazione che troverai nella sezione “Area di lavoro”.
Il sistema permetterà di compilare e trasmettere una schedina di un soggetto alloggiato (più gli eventuali familiari o membri gruppo dello stesso) e chiederà di indicare numero del documento (carta di identità o passaporto) e luogo di rilascio. Ecco perché è necessario avere sotto gli occhi proprio il documento in originale dell’affittuario.
In ogni caso, una volta compilata tutta la scheda, ci sarà una schermata riepilogativa per verificare la correttezza dei dati inseriti. Fatto un ultimo check, ecco che basterà cliccare su “invia” per completare la procedura di comunicazione dati.
Semplice, vero?
E chi non ha un computer o un device connesso a internet? Loro dovranno contattare l’Ufficio Notifiche Alloggiati della Polizia di Stato della propria provincia.
L’affitto breve conviene?
In linea di massima potremmo rispondere di sì. Ma ci sono da fare due precisazioni.
Primo. Gli affitti brevi turistici (quelli cioè di durata inferiore ai 30 giorni) consentono al proprietario di usufruire della cosiddetta cedolare secca, ovvero dell’imposta ad aliquota fissa del 21%, che permette loro di risparmiare del regime fiscale ordinario.
Seconda considerazione. Un affitto breve – turistico ma anche transitorio – consente al proprietario di chiedere mediamente canoni più elevati (secondo alcune stime fino al 40%) rispetto agli affitti tradizionali. Ovviamente la percentuale aumenta a seconda della zona e sarà più elevata nelle grandi città rispetto alla provincia.
Per finire… una curiosità: gli affitti e il sequestro Moro
Cosa c’entrano gli affitti brevi con il sequestro dell’allora presidente della DC Aldo Moro?
Molto. Perché fino ad allora – e stiamo parlando di poco più di quarant’anni fa, nel 1978 – gli affitti brevi non erano disciplinati, ma il rapimento e la successiva uccisione del celebre politico da parte delle Brigate rosse spinsero la classe politica a legiferare per contrastare il fenomeno dell’utilizzo di appartamenti come covi dei terroristi.
Non a caso la legge 191/78 fu ribattezzata “ legge Moro” e nel suo passaggio principale sugli affitti recitava: “Chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un tempo superiore a un mese, l’uso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso ha l’obbligo di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza, entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, la sua esatta ubicazione, nonché le generalità dell’acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene e gli estremi del documento di identità o di riconoscimento, che deve essere richiesto all’interessato”.
